|
|
IO
Mediale
Progetto di Marco Poma
Work Shop 2000
Politecnico di Milano
"...le esperienze di vita del consumatore saranno mercificate e
trasformate in una serie infinita di momenti teatrali, eventi drammatizzati
e trasformazioni personali."
Jeremy Rifkin
"L'era dell'accesso" - Mondadori
Nel giudicare o nello scegliere un lavoro esiste e pesa in modo
determinante, lo stretto rapporto tra la forma del suo contenuto e la
forma della sua presentazione.
La prima, prevede la somma di tutti quei valori che appartengono all'estetica
espressiva del progetto stesso, mentre alla forma della sua presentazione
apparteniamo noi stessi o perlomeno ciò che si vede e si sente
di noi.
Il media diventa il nostro corpo e tutto ciò che lo coinvolge.
In alcuni festival del cinema e della TV, è stata adottata con
successo una forma piuttosto originale per la presentazione di un film
o di un format: viene cioè richiesto agli autori in gara di raccontare
i loro progetti in pochi minuti, seduti di fronte ad una giuria e al
pubblico.
In questo modo prende peso la capacità espressiva e di coinvolgimento
emozionale di ogni autore.
I progetti così presentati assumono un corpo drammaturgico che
conferisce un interesse teatrale quasi spettacolare alla manifestazione.
Nell'era dell'esasperazione della comunicazione con le tecnologie mediali,
di Internet e affiliati, pensare ad un progetto da proiettare in rete
che coinvolga noi e il nostro corpo, appartiene alla capacità
di comunicare e di imporre il nostro lavoro.
Esisterà un filo diretto sempre più forte tra il successo
delle nostre idee, dei nostri prodotti, e la nostra capacità
di articolare un progetto drammaturgico del quale fanno parte la nostra
maschera, i nostri costumi e i nostri spazi.
| |
| | |
|