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PAROLE
PER VEDERE
IMMAGINI
PER ASCOLTARE
Recentemente,
al Centro Culturale Francese, è stato proiettato per la prima
volta in pubblico il film che ho realizzato su Piero Manzoni.
Nella consueta presentazione ho fatto notare come, in incontri con studenti
della facoltà di architettura e dell’Accademia di Belle Arti,
il mio entusiasmo verso questo formidabile iniziatore dell’arte contemporanea
fosse stato gelato da una insospettabile rivelazione: tra quegli studenti,
Piero Manzoni e la sua opera erano praticamente sconosciuti.
Concludevo poi constatando come nel momento della più grande
produzione e distribuzione "libresca" della storia, ovvero
quella contemporanea, corrispondesse la più alta produzione e
diffusione di ignoranza.
Colpa
di tutti e di nessuno? O merito di un’epoca che si configura assolutamente
interessante?
Alla
fine degli anni settanta lavorando in televisione, avevo maturato una
personalissima idea sulla comunicazione, orale riferendola non tanto
alla parola, ma piuttosto al tempo in cui la comunicazione avviene,
ovvero al tempo reale : orale è tutto ciò che viene
espresso nello stesso tempo in cui viene percepito, ascoltato, visto.
Pertanto
la stessa visione di un avvenimento senza parole, nell’essere percepito,
nel suo accadere, diventava una comunicazione di tipo orale.
Vent’anni
dopo, Internet, proponendo una comunicazione domestica, avvolge il pianeta
in una rete di informazioni che legano il globo in forme espressive
che si manifestano in tempo reale. Una lettera che si manifesta sul
display perde le sue caratteristiche di mezzo sedimentato e caldo. Se
una lettera in Internet diventa qualche cosa di diverso, vuol dire che
la scrittura sta diventando qualche cosa di diverso, insieme alla fotografia
e ai film.
In
pratica, sotto l’impulso dei nuovi strumenti mediali, tutto un nuovo
modo di vedere le cose sta profondamente cambiando, la percezione del
mondo e della stessa vita sta cambiando. La comunicazione come espressione
di una artificialità estrema si appresta a diventare il meccanismo
economico di dominio del mondo.
Tra
i giovani delle università e delle accademie questo "nuovo"
per forza di cose è già un dato di fatto. Loro, questi
giovani uomini, sono stati i bambini della terza generazione teledipendente,
quelli del telecomando facile, della videomusica come cultura aggregante.
Uomini assolutamente intelligenti e sensibili come quelli che li hanno
preceduti, ma diversi, e che soffrono un libro come un oggetto di comunicazione
di massa limitato, scomodo, obsoleto.
All’inizio del secolo ci si chiedeva se l’ottocento fosse finito. Oggi,
nel duemila, il nostro debito culturale con l’ottocento dovrebbe finalmente
ed inesorabilmente estinguersi.
La
conoscenza dunque di Piero Manzoni, uomo assolutamente contemporaneo,
non può essere demandata soltanto a qualche prestigioso catalogo,
ma deve entrare nelle università con strumenti comodi e nuovi.
La
ricerca della comodità, il rifiuto della fatica, ha creato il
successo delle macchine meccaniche, imponendo una nuova cultura e una
longevità sconosciuta all’uomo in un passato recente. Ora la
tecnologia digitale a supporto della nuova conoscenza apre altre e nuove
prospettive. Pertanto tutto, proprio tutto, va ripensato. Persino una
rivista stampata su carta deve parlare più che rappresentare.
D’altra parte il problema è antico.
Giovanni Pascoli, a proposito del Carducci e della scrittura, lo determinò:
"... meglio che scienza, coscienza."
Tutto
questo per me rappresenta una sfida di portata immensa, l’apertura verso
una magnifica e nuova avventura intellettuale con la quale approdare
ad una nuova civiltà in cui la scrittura diventi finalmente parola.
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WORDS
TO SEE
IMAGES TO LISTEN TO
Recently at the Cultural French Centre it was the first time the film
I realised about Piero Manzoni, had been shown. In occasion of meetings
with students of university of architecture and of Belle Arti Academy,
I made notice how my enthusiasm towards this formidable beginner of
contemporary art changed because of an unexpected revelation: among
those students Piero Manzoni and his works were completely unknown.
Then I told about our time which is the greater period of book production
and distribution but also the greater one of ignorance.
Is it fault of whoever?
Is it fault of an absolutely interesting period?
At the end of seventies, working for television, a new idea on communication
took hold of me, the oral kind not referring to word, but almost to
the right moment of communication that is to say to the real time: oral
is everything expressed in the same moment it is perceived, listened,
seen.
So the same vision and perception of a fact without words in its happening
became an oral communication.
Twenty years later, internet, presenting a domestic communication, envelops
the planet in a net of information which unify the globe in real time.
If an e-mail becomes something different, it means that writing is changing
(the same for photography and movies).
Under the impulse of new medial instruments, a whole way to see reality
is deeply changing, perception of the world and life is also changing.
Communication as expression of an extreme artificiality gets ready to
become the economical instrument to dominate of the world.
Among young people at university or Academy this "new reality" is already
a reality. These young students have been the children of tv addicted
third generation, they are intelligent and sensible like their predecessors,
but different because consider book a limited and boring object of communication.
At the beginning of century somebody asks if Ninety century was finished.
Nowadays our cultural debt with last century should definitely come
to an end.
So the study about Piero Manzoni, absolutely contemporary man, cannot
be only related to some important catalogue, but it must enter in the
university by new and easier instruments.
Research of comfort, refusal of effort has created mechanical machines
success imposing a new culture and an unknown longevity for the recent
past time. Now digital technology, help of new knowledge, opens a new
prospective; as much as everything must be reconsidered. Even a paper
magazine must speak more than represent. However the problem is ancient!
Giovanni Pascoli , referring to Carducci and writing, said:"….better
than science, conscience".
All this is for me a great challenge, the opening towards a majestic
and new intellectual adventure by which come to a new society where
writing becomes finally speech.
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