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SPLENDORE E MISERIA DEL RALLENTY
(Rallentamento del film)


Sam Pekinpac lo utilizzò in un modo esemplare, gli serviva per dilatare l’attimo estremo quello della morte. Memorabili le sequenze in cui l’esplosione del corpo colpito da un proiettile anticipava in un tempo che diventava quasi insopportabile, la caduta rovinosa dei corpi degli uomini, dei cavalli.

L’emozione creata dall’orrore spettacolare dell’esplosione di sangue spruzzato dai corpi trafitti, esagerato per di più dalle dimensioni dello schermo cinematografico, diventava denuncia, proprio perchè carpiva dilatandolo fuori misura, l’attimo della devastazione della vita.

In genere il cinema accorcia il tempo narrativo ( il tempo destinato alla narrazione), sintetizza le sue storie più del romanzo. Emblematicamente tutto sembra accelerato quando proiettiamo una pellicola dei suoi esordi, infatti le prime sequenze ci propongono uomini buffamente saltellanti.

Una delle massime compressioni temporali nel cinema l’ha realizzata Stanley Kubrik, saltando dalla preistoria al 2001 con la sua odissea nello spazio, dissolvendo una clava lanciata nel cielo con l’arrivo di un’astronave nel nero stellare.

Tuttavia appena la tecnologia lo rese possibile, ovvero quasi subito,
fu applicato anche il contrario della compressione ovvero la sua dilatazione: dunque la ripresa al rallentatore fa parte integrante del linguaggio cinematografico. Il rallentamento delle azioni fu soprattutto adottato a scopo scientifico per vedere ciò che l’ occhio non vede proprio come un microscopio temporale. Per fare ciò furono allestiti laboratori ad altissima velocità di ripresa. Senza arrivare a tanto basta aumentare di due o tre volte lo scorrimento della pellicola durante la ripresa e anche nel racconto cinematografico convenzionale sortiscono visioni del mondo particolari non prive di fascino e di effetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPLENDOUR AND MISERY OF RALLENTY
(Slow-motion take)


Sam Pekinpac used it in exemplary way, in order to expand the extreme instant of death. Memorable sequences which show the explosion of a body, shot by a bullet, advanced the disastrous fall of men off horses, becomes quite intolerable.

The spectacular horror of bloody explosion of the transfixed bodies, exaggerated by movie screen dimension, became denunciation because it caught the moment of life devastation.

Usually cinema shortens time of narration, summarised stories more than romance; so everything seems accelerated when a film at its first appearance is shown, in fact the first sequences are men jumping in a comic way.

One of the most compression in movie has been realised by Stanley Kubrik who goes from prehistory to 2001 in his " Odyssey in the space", dissolving a cudgel thrown in the sky with the arrival of an spaceship coming from the dark sky.

However as soon as technology made it possible, that is to say quite soon, it was used the opposite of compression (its dilatation) so the rallenty is a great part of movie language. Slow-motion take was most of all used for a scientific purpose in order to see what eyes cannot, just like a temporal microscope. To realise this, some studios at a high temporal recording were organised. To obtain this it is enough to augment twice or more the film running during the shot, so that in ordinary movie story there are also charming visions of the world.