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PER UNA SCUOLA ORIGINALE DEL FILM D'ARTE "Gli
anglo americani sono i peggiori del mondo". Le parole di Burri, forti e determinate, mi ritornano spesso in mente quando mi confronto col mercato audiovisivo, dominato dalla cultura anglosassone e americana. Esiste
una supremazia giustificata dai numeri del grande business, da cui dipendono
i pubblicitari e i professionisti del "yes man set" del "go
to the global" ovvero dei ballerini del mercato globale, ma assolutamente
non giustificata, là dove esiste uno sforzo culturale originale,
dove esiste una ricerca che ha basi, radici e pensiero profondi come,
in qualche modo, in una certa letteratura, in un certo cinema e, di
sicuro, Recentemente in occasione di "animaemotion", il festival del cartone animato che si è tenuto a Milano, un gruppo canadese di animatori ha svolto attività didattica nelle scuole, realizzando piccoli cartoni con gli allievi. Il sistema è geniale e gli operatori bravi. Tuttavia, esperienze del genere in Italia non sono nuove; risalgono addirittura agli anni sessanta, col laboratorio di Munari e Picardo con incredibili risultati di avanguardia. Eppure ai nostri amici canadesi il nome di Munari non dice niente. Gli atteggiamenti internazionali, fortemente dipendenti dall’atteggiamento anglo americano, sottostimano il prodotto culturale italiano. Nella videoinstallazione di Metamorphosi, realizzata nel dicembre scorso alla facoltà di Architettura, su "Letture dinamiche dell’arte con le tecnologie digitali" (elementi di regia per la produzione dei film d’arte), venivano esplorate le potenzialità espressive dei media tecnologici sulle opere d’arte. Contemporaneamente a Lucca era stata allestita la grande e bella mostra dedicata al lavoro di Carlo Ragghianti : questa curiosa coincidenza ha contribuito a riportare d’attualità non solo il rapporto che intercorre tra i nuovi media della comunicazione e le opere d’arte da essi indagate, rappresentate, espresse, ma anche la necessità di rinnovare i linguaggi mediali. In particolare, contribuisce alla ricerca di una identità originale e italiana alla creazione di film sull’arte: un’occasione da non perdere che può rinnovare il peso del nostro Paese al contributo estetico universale come è già accaduto per il design e la moda. Ragghianti nel dopoguerra ha avviato un’analisi articolata, problematica e assai interessante nel suo aspetto contraddittorio, che ha portato a numerose realizzazioni filmiche denominate dallo stesso autore come Critofilm. Nell’idea del Ragghianti dovevano essere critiche vere e proprie, scritte però con uno strumento audiovisivo come il cinema. In realtà, i film oggi ci paiono come degli splendidi e rigorosi film d’autore, carichi di significato comunicativo. Sono anche un esempio emblematico per la ricerca di un linguaggio e di un risultato estetico diverso dal modello imperante. Cosa significa dunque oggi realizzare un "documentario" d’arte ? Quali sono i suoi confini ? Dove e quando un documento sull’arte diventa esso stesso opera d’arte ? Abbiamo cercato di dare una risposta a questi interrogativi con la ricerca di un sistema scientificamente coerente per la produzione di documentari d’arte. Il territorio italiano è particolarmente eletto a questo scopo. La ricerca, realizzata in parte in collaborazione con la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, e sostenuta dalla Regione Lombardia, ha fornito importanti risultati alcuni dei quali già anticipati dall’esperienza stessa del Ragghianti. Tuttavia, essendo diversi i tempi, diverse le tecnologie e soprattutto diverse le attese, le prospettive della ricerca si fanno più estese e articolate. Si
delineano possibilità combinatorie molto originali. Grazie anche
a internet e alla nuova televisione satellitare e tematica, si cominciano
ad intravedere destini possibili per prodotti diversi, Nel villaggio di reti e satelliti, non sarà solo la qualità a pesare sull'economia ma anche la distinzione: qualità e differenza sono elementi necessari per rispondere alla globalizzazione economica. Per ottenerle occorrono molto lavoro, molta ricerca e soprattutto rigore. Un rigore che, a partire dalle scuole, forse, alla fine, potrà creare anche una scuola italiana del documentario d'arte, e non solo, di tutto rispetto.
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FOR
AN ORIGINAL SCHOOL OF ART FILM |
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