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PER UNA SCUOLA ORIGINALE DEL FILM D'ARTE

"Gli anglo americani sono i peggiori del mondo".
Lo sostiene Alberto Burri nel servizio di Metamorfosi videomagazine che realizzammo nella sua casa di Beaulieu un anno prima della sua scomparsa. Sono sicuramente tante le cause che hanno spinto Burri a una tale conclusione, una vera conclusione, visto il tempo vissuto e quello che gli rimaneva da vivere.
Non fu certo indifferente il comportamento degli alleati che subì in guerra e la sua posizione politica mai rinnegata.

Le parole di Burri, forti e determinate, mi ritornano spesso in mente quando mi confronto col mercato audiovisivo, dominato dalla cultura anglosassone e americana.

Esiste una supremazia giustificata dai numeri del grande business, da cui dipendono i pubblicitari e i professionisti del "yes man set" del "go to the global" ovvero dei ballerini del mercato globale, ma assolutamente non giustificata, là dove esiste uno sforzo culturale originale, dove esiste una ricerca che ha basi, radici e pensiero profondi come, in qualche modo, in una certa letteratura, in un certo cinema e, di sicuro,
nell’arte e nel video.

Recentemente in occasione di "animaemotion", il festival del cartone animato che si è tenuto a Milano, un gruppo canadese di animatori ha svolto attività didattica nelle scuole, realizzando piccoli cartoni con gli allievi. Il sistema è geniale e gli operatori bravi. Tuttavia, esperienze del genere in Italia non sono nuove; risalgono addirittura agli anni sessanta, col laboratorio di Munari e Picardo con incredibili risultati di avanguardia. Eppure ai nostri amici canadesi il nome di Munari non dice niente. Gli atteggiamenti internazionali, fortemente dipendenti dall’atteggiamento anglo americano, sottostimano il prodotto culturale italiano.

Nella videoinstallazione di Metamorphosi, realizzata nel dicembre scorso alla facoltà di Architettura, su "Letture dinamiche dell’arte con le tecnologie digitali" (elementi di regia per la produzione dei film d’arte), venivano esplorate le potenzialità espressive dei media tecnologici sulle opere d’arte.

Contemporaneamente a Lucca era stata allestita la grande e bella mostra dedicata al lavoro di Carlo Ragghianti : questa curiosa coincidenza ha contribuito a riportare d’attualità non solo il rapporto che intercorre tra i nuovi media della comunicazione e le opere d’arte da essi indagate, rappresentate, espresse, ma anche la necessità di rinnovare i linguaggi mediali. In particolare, contribuisce alla ricerca di una identità originale e italiana alla creazione di film sull’arte: un’occasione da non perdere che può rinnovare il peso del nostro Paese al contributo estetico universale come è già accaduto per il design e la moda.

Ragghianti nel dopoguerra ha avviato un’analisi articolata, problematica e assai interessante nel suo aspetto contraddittorio, che ha portato a numerose realizzazioni filmiche denominate dallo stesso autore come Critofilm. Nell’idea del Ragghianti dovevano essere critiche vere e proprie, scritte però con uno strumento audiovisivo come il cinema. In realtà, i film oggi ci paiono come degli splendidi e rigorosi film d’autore, carichi di significato comunicativo. Sono anche un esempio emblematico per la ricerca di un linguaggio e di un risultato estetico diverso dal modello imperante.

Cosa significa dunque oggi realizzare un "documentario" d’arte ? Quali sono i suoi confini ? Dove e quando un documento sull’arte diventa esso stesso opera d’arte ?

Abbiamo cercato di dare una risposta a questi interrogativi con la ricerca di un sistema scientificamente coerente per la produzione di documentari d’arte.

Il territorio italiano è particolarmente eletto a questo scopo. La ricerca, realizzata in parte in collaborazione con la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, e sostenuta dalla Regione Lombardia, ha fornito importanti risultati alcuni dei quali già anticipati dall’esperienza stessa del Ragghianti.

Tuttavia, essendo diversi i tempi, diverse le tecnologie e soprattutto diverse le attese, le prospettive della ricerca si fanno più estese e articolate.

Si delineano possibilità combinatorie molto originali. Grazie anche a internet e alla nuova televisione satellitare e tematica, si cominciano ad intravedere destini possibili per prodotti diversi,
appetibili per i nuovi mercati.

Nel villaggio di reti e satelliti, non sarà solo la qualità a pesare sull'economia ma anche la distinzione: qualità e differenza sono elementi necessari per rispondere alla globalizzazione economica. Per ottenerle occorrono molto lavoro, molta ricerca e soprattutto rigore. Un rigore che, a partire dalle scuole, forse, alla fine, potrà creare anche una scuola italiana del documentario d'arte, e non solo, di tutto rispetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FOR AN ORIGINAL SCHOOL OF ART FILM

"Anglo-American are the worst in the world". An Aldo Burri's declaration for the Metamorphosi video magazine realised at his home in Beaulieu a year before he died. Surely Burri had a lots of reasons to say so, maybe because of attitude of those who were in league with him during the war and of his never denied political thought.

Every time I compare myself to audio visual market, controlled by Anglo-Saxon and American culture, I often remind Burri's words which are strong and determined.

It exists a supremacy justified by great business data which "yes man set" and "go to the global" advertisers and professionals men depends from, that is to say those people who belong to global market. This supremacy is not at all justified in original cultural work where exists a research which has got deep origins and thought like in some literature, cinema and of course in art and video.

Recently, on the occasion of "animaemotion" cartoon festival in Milan, a Canadian group of entertainers did some didactic activity in schools, realising some short cartoons with pupils. Genial programme and good operators. However these kind of experiences are not new in Italy; They were applied in sixties, by Munari and Picardo's lab with incredible avant-garde results, but our Canadian did not know any Munari. International attitudes, strongly dependent on Anglo American position, under estimate Italian cultural product.

Expressive potentials of technological media about works of art are explained in video installation about "dynamic readings of art with digital technologies" by Metamorphosi, realised last December at Architecture University.


At the same time in Lucca there was the great and fine art exhibition dedicated to Carlo Ragghianti's artistic works: this curious coincidence has contributed to make topical again not only the relationship existing between new communication media and works of art (analysed, represented and expressed by them) but also the necessity to renew media languages. In particular, it helps the research of an original and Italian identity for the creation of films about art: an occasion not to loose, it can renew our country importance about the universal aesthetic contribute like design and fashion.

After war Ragghianti started an articulate, troublesome and enough interesting analysis, which brought to a lot of realisation of films called by him "critofilm". In Ragghianti's opinion they were supposed to be critics in all senses, realised by an audio-visual instrument like cinema. As a matter of fact, nowadays films seem some wonderful masterpieces, full of communicative meaning; they are also an emblematic example for the research of a language and of an aesthetic result different from yhe standard.

What does it mean today to realise a "documentary" of art? Which are its boundaries? Where and when a document about art becomes a work of art itself?

We tried to answer these questions by the research of a scientifically coherent system for the production of documentaries on art.

Italian place is particularly suitable for this aim. Research, realised in collaboration with the Architecture University at Politecnico in Milan and supported by Regione Lombardia, has given important results some of which had already been advanced by Ragghianti.

However, living in a different period with different technologies and above all different expectations, research prospects augment and articulate very much.

Very original combinatorial chances come out. Thanks to internet and to new satellite and thematic television we start finding possible destinies for different products, desirable for new markets.

In the village of net and satellite, not only quality will influence economy but also distinction: quality and difference are necessary elements to answer economical globalisation. In order to obtain them it is necessary lot of work, research and most of all rigour. A rigour which starting from school, maybe at the end, will able to create also an Italian school of the documentary of art, and not only, it will be highly respected.