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SALOTTO WELCOME

In un grande telo blu scuro uno squarcio triangolare ampio come un portale, immette in una zona da cui fuoriescono bagliori elettronici.

Il telo come un grande diaframma divide due zone.

Nella prima è collocato uno specchio sufficientemente grande da riflettere per intero una persona.

Il pubblico può servirsi di quello specchio per riflettervi la propria identità, digitando il proprio nome su una tastiera collocata su un ripiano davanti allo stesso specchio.

Una volta espletate le formalità di identificazione, l’ospite oltrepassa il grande portale triangolare e si immette in un luogo che sembra fluttuare in uno spazio indefinito.

Questo ambiente simile alla plancia semicircolare di una nave, è arredato con una dozzina di chaise-longue voltate verso un orizzonte avvolgente.

L’orizzonte è rappresentato da un grande schermo semicircolare su cui sono proiettati paesaggi immaginari, non necessariamente naturalistici.

Questi scenari divisi su tre schermi e che di conseguenza sono proiettati da non meno di tre videoproiettori, interagiscono tra di loro attraverso i margini che sfumano l’uno nell’altro e attraverso un programma di animazione di elementi immaginari che volano con continuità su tutto l’orizzonte artificiale.

Una musica rilassante avvolgerà lo spettatore sdraiato a godersi lo spettacolo e tutt’intorno una voce artificiale dedicherà una poesia al nome dello spettatore che avrà concesso la rivelazione della propria identità allo specchio magico dell’ingresso.

Gli scenari dell’orizzonte artificiali quanto gli elementi che come gabbiani artificiali li percorrono, sono progettati e realizzati da autori di fumetti, da grafici illustratori, scenografi ecc.

Il lavoro sarà elaborato in computer grafica ed amalgamato in un programma realizzato in post produzione digitale in cui saranno inseriti con effetto random gli elementi volanti realizzati in 3d animation. Le poesie saranno lette e dedicate in diretta al pubblico da uno o più attori collocati alle spalle dello specchio.

Milano, 1999

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

WELCOME SITTINGROOM

On a large dark blue length, as wide as a big door, a triangular tear lets in some electronic flashes. Like a big diaphragm, the length divides two parts.

In the first one there is a mirror big enough to reflect a person.

Audience can use this mirror to reflect one's own identity, typing in one's name on a keyboard placed in front of the mirror.

When the data are put in, visitor goes through the large triangular door and enters a place which seems to fluctuate in an indefinite space. This place looks like a boat semicircular bridge, furnished with a dozen of chaise-longue pointing an enveloping horizon.

Horizon is represented by a big semicircular screen on which some imaginary landscapes are shown, not necessary naturalistic ones.

These scenario are parted in three screens, so that they are shown by not less than three video-projectors interacting on the sides which fade one in the other by an animation programme of imaginary elements which fly in harmony in all artificial horizon.

A relaxing music will envelope the visitor who is lying to amuse the show. All around an artificial voice will dedicate a poetry to the guest's name (declared at the magic mirror at the entry).

All artificial scenarios of horizon are planned and realised by cartoon authors, graphic illustrators, directors, etc.

The work will be developed in graphic computer and put into a programme realised in post digital production where flying elements, realised in 3d animation, will be put in random effect. The poems will be read and dedicated directly to the audience by one or more actors placed behind the mirror.

Milan, 1999