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RESERARE
PORTAS:
polittici come soglia
di Antonio Musiari
d L'attuale intervento espositivo di Rinaldo Turati -
Reserare Portas – valorizza il ripristino di un monumento innestato
sul paesaggio. La stessa confluenza dei torrenti, su cui la rocca
si affaccia, rispecchia il confronto con le categorie del tempo: confronto
fra le ere geologiche - per le forme scavate nel monte dall'acqua
- e le epoche della storia. Studiando la sinergia fra le proprie installazioni
e la permanenza diruta del castello, Turati ha attraversato con forza
le autonomie architettoniche, non senza individuare nessi e arginare
opposizioni, fino a conciliare creatività volontaria e aggregazione
spontanea dei materiali.
A
Roccavignale,
è il cortile ad accogliere le installazioni, dipinte e in parte
tridimensionali, disposte in ideale percorso di scoperta e prossimità
agli elementi. Le sintesi figurative e concettuali di Turati sono
accompagnate dalla colonna sonora del compositore Luca Tessadrelli.
Il binomio, la terra agganciata al cielo per un'altissima e sottile
asola bruna, marca la linea d'attraversamento che Terra mossa
staglia lungo il torrione.
La
fede costante nella complementarietà fra musica e arte ha permesso
di inglobare un'altra metafora verticale nel Canto del muro.
Formata da ventinove pezzi incastonati nelle lacune di una parete,
quest'installazione ha sprazzi di blu quadrangolari, come note su
un pentagramma medievale. So richiama, così, il canto gregoriano
stratagemma teso a catturare con la voce frammenti del paradiso perduto.
L'azzurro dei tasselli ricorda le qualità della volta celeste,
gli smalti a base di lapislazzuli nei preziosi antifonari.
Il grande pannello Liguria sceglie la soluzione musiva di sedici
frazioni che, in sequenza verticale, si organizzano in gamma di colori
complici, ripetendo l'essenzialità quasi irreale del paesaggio.
La via del sale è un totem al minerale domestico, aggregatore
di uomini e cose. L'opera si situa in una vasta arcata che la incornicia
come un grumo sospeso. Essa ruota per proporzionarsi e ascende a vettore
di civiltà e a figura dell'ardore inventivo.
Nella torre, le superfici dipinte da Turati si articolano in polittici
dominati dall'immagine della porta, che è sacrale e
allusiva e si pone come varco dall'oscurità alla luce, come
confine da valicare in due direzioni. La porta è proiezione
del doppio perchè, quando le ante si schiudono vengono a fronteggiarsi
pieno e vuoto. Rinaldo Turati traduce nelle porte anche la passione
per le icone e per i fondi oro del Trecento interpretandola come ricerca
dell'altrove. E' un processo che, dalla materia indifferenziata e
perciò generativa, reifica il cammino - o il ritorno - attraverso
la prassi artistica verso l'intellegibile.
Le porte appaiono, dapprima, scure nel loro manto cromatico.
Al centro delle ante si vede un nucleo - serratura, quadrato come
un teorema ed enigmatico come un calligramma. Questo sigillo indica
che l'identità è ancora ambivalente. L'esterno si lascia
ancora percepire dall'interno: emerge da gesti sempre temperati o
esaltati in graffio, spatolata o macchia. Su un sostrato d'ocra e
d'ombra le forze si addensano e si respingono. recupera equilibrio,
quindi, il conflitto tra la concezione della pittura come operazione
piana, rasserenante, e l'altra concezione che sente la pittura come
dramma.
Nel polittico Bruma si coglie il pittogramma a ricordo che,
nei lavori di Turati, la comunicazione è il presupposto. In
Collina e in Orti la solidità dell'ambiente agreste,
mimeticamente rappresa, rovescia nell'effetto un altro tratto distintivo
di questo artista. E' il gesto spontaneo, gesto come forza, colore
bruciante dove la sbavatura è traccia dell'incompiuto.
Il
gioco fra chiusura ed apertura rammenta il susseguirsi delle stagioni:
in Luci d'Autunno, lo spazio pare retrocedere, addentrarsi
in profondità illimitate. Il tono dominante, freddo, del blu
di Inverno è attraversato da rapide ferite, come fulmini
su un cielo corrusco. Verso il blu riassume il percorso dal
centro, in un germigliare oscuro: dall'abisso e dalla vertigine del
nero al bianco assoluto, attraverso le sfumature, tendenti all'infinito,
dell'azzurro.
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RESERARE
PORTAS
I parte 5' 43''
II parte 5' 36''
prodotto da Metamorphosi 2001
Regia Marco Poma
Nello studio di Turati due cose non possono mai mancare: la musica e
uno specchio.
La musica definisce il tempo dell'opera, sollecita la decisione di un
gesto rapido o di una pennellata appena accennata. Lo specchio libera
lo sguardo dell'artista dal pregiudizio. È lo sguardo dell'altro che,
continuamente, incontra per la prima volta l'opera.
Turati smaterializza il colore e lo trasforma in materia evanescente,
in qualcosa di impalpabile. Aria, luce. Dalle superfici graffiate di
colore affiorano atmosfere sospese: spazi senza dimensione, sequenze
senza tempo. D'altra parte la superficie dipinta non è mai il limite
che racchiude l'opera ma ciò a partire da cui l'opera comincia ad espandersi
e invadere lo spazio da cui è circondata. In questo modo Turati trasforma
la superficie pittorica in elemento costruttivo.
L'installazione a Roccavignale, documentata nella seconda parte, racconta,
in modo eloquente, la dimensione architettonica del lavoro di Turati.
lan Polytechnic,
Department of
Territorial Sciences
Lombard Region,
Cultural Head Office
Workshop
Exhibition
Round Table
with
the presentation of the research entitled:
Dynamic
interpretations of art
using digital technologies
Principles of direction for the production of art films
from
the 9th to the 22nd
of December 1999
On
Thursday December 9, 1999, at the Faculty of Architecture of
the Milan Polytechnic, via Ampere 2, (Piazza Leonardo da Vinci) the
following events will be held : a work session (workshop), a round
table and the inauguration of an exibition on the theme of "Dynamic
interpretations of art using digital technologies", Principles
of direction for the production of art films.
The
project, accomplished with a grant from the Lombard Region and promoted
by Marco Poma (Metamorphosi) and Marisa Galbiati (Milan Polytechnic
- Department of Territorial Sciences) offers an interpretation of works
of art by means of an innovative method that uses digital technologies
as instruments of knowledge and research. The attitude that subtends
the whole length of the research, reflecting the qualities of respect
and lightness, consists in considering audiovisual media as delicate
research prostheses, destined to reveal the expressive and narrative
intensity of the works of art under examination, highlighting the aesthetic
intuiton contained in them and grasping the plot of the story and the
time in which the works of art were produced. This approach inevitably
leads to different methods of interpretation : it is in fact impossible
to approach making a film of a C16th work of art from the same point
of view used to interpret a contemporary work of art.
The
exposition will reveal, using three examples, three different methods
of interpretation of works of art, respecting the metaprojectual indications
singled out during the research phase.
Though
different, the three ways of dynamic interpretation of art are linked
by an identical attitude that favours the ethics of attention of the
work of art and to its energy : the script has already been written
in it ; its just a case of bringing it to light.
The
works of art that will be examined are :
1.
Veronese : The Last Supper (Brera picture - gallery)
2.
Mario Sironi : Agriculture or labour in the fields ;
architecture or work in the city (Gallery of Modern Art - Accademia
Carrara, Bergamo)
3.
Piero Manzoni : Artistic works of the painter.
In
the case of the first two artists, the dynamic interpretation of the
pictorial works has been based on an "immaterial restoration"
of the lights and on a study of the interpretation criteria singled
out, (an analysis of the characters, expression and actions, and of
the plastic masses). In the case of Manzoni, a contemporary artist,
a narrative structure, that considers the complexity of the entire artistic
path of the artist, has been planned.
The
round table offers an occasion to reflect on the role held by new
digital technologies in the acquaintance and socialization of works
of art, starting from the assumption that Italy possesses an artistic
legacy of inestimable value that needs to be protected, diffused and
turned to better account by means of new communicative strategies.
The
following guests have been invited to the round table :
Giovanni
Anceschi - Milan Polytechnic ; Luisa Arrigoni - Brera
picture-gallery, Milan ; Paolo Biscottini - Diocesano
Museum, Milan ; Fausto Colombo - Cattolica University, Milan ;
Bruno Contardi - Brera picture-gallery, Milan ; Vittorio
Fagone - Contemporary Art Gallery, Bergamo ; Fulvio Irace
- Milan Polytechnic ; Alessandra Mottola Molfino - Milan
municipality ; Pietro Petraroia - Lombard Region ;
Cesare Stevan - Milan Polytechnic.
Organizers
of the Event : Marisa Galbiati (Milan Polytechnic) ;
Marco Poma - Andrea Gianotti - Momi Modenato (Metamorphosi).
For
information please contact : Marisa Galbiati : 02.23995424 ;
Marco Poma : 02.58104289.
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