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LETTURE DINAMICHE
DELL'ARTE CON LE
TECNOLOGIE DIGITALI

Elementi di regia
per la produzione di film d'arte



L'Italia dispone di un patrimonio artistico immenso, tra i più prestigiosi e importanti del mondo. Il suo valore, non riducibile solo a un mero indicatore economico e turistico, consiste nell'essere una straordinaria testimonianza delle idee, dell'intelligenza, dell'abilità di un popolo che ha dato i natali a uomini straordinari come Michelangelo, Leonardo, Brunelleschi, Caravaggio, fino a giungere agli artisti moderni e contemporanei.

La salvaguardia di questo patrimonio è un compito impellente, ma altrettanto importante è l a necessità di renderlo disponibile a tutti, renderlo cioè visibile, affinché ognuno possa partecipare al grande gioco della rappresentazione che l'arte ha reso possibile.

Comunicare l'arte, attraverso le forme della rappresentazione che oggi abbiamo a disposizione, diventa quindi un obiettivo a cui non possiamo più sottrarci, soprattutto per il valore strategico che il settore riveste in Italia, dove la gestione del patrimonio artistico potrebbe diventare un volano dell'economia nazionale e un elemento di grande prestigio sul piano internazionale.

Tre sono gli spunti di riflessione che ci hanno indotto a intraprendere un percorso sperimentale innovativo sugli aspetti comunicativi legati al mondo dell'arte.

Il primo riguarda i modi della fruizione del prodotto artistico da parte dell'utente.

La maggior parte delle persone che frequenta i musei, le gallerie, o visita una cattedrale, un monumento, passa in rassegna le opere molto velocemente , a volte distrattamente, cerca di coglierne il senso e il magnetismo, ma spesso non sa nulla dell'opera stessa o del suo autore.

D'altro canto, se pensiamo alla vastità di tale patrimonio, ci rendiamo conto di quanto sia difficile avvicinarsi a tutte le opere, rintracciarne le origini, seguirne le fasi di realizzazione, collocarle in un contesto storico, costruire le relazioni con la cultura del tempo in cui sono state prodotte, conoscerne l'autore. I ritmi della nostra agenda quotidiana non ci consentono di sostare troppo a lungo davanti a un quadro o all'interno di un artefatto architettonico.

Il secondo spunto riguarda la filosofia che sottende la gestione del patrimonio artistico (e di tutto ciò che ad esso è connesso), animata da una scarsa propensione al rinnovamento. La grave disaffezione da parte del pubblico per l'arte in generale ha forse un legame stretto con la mancanza di un progetto comunicativa capace di interessare vasti strati della popolazione. Fenomeni come quello registrato recentemente a Milano, in occasione dell'esposizione della Dama dell'Ermellino alla Pinacoteca di Brera, dove il "tutto esaurito" ha garantito un successo insperato, sono solo rare eccezioni, rese possibili da un'ottima operazione di marketing ( per contro, pochi sanno che la Pietà Rondanini di Michelangelo è situata a Milano nelle sale del castello Sforzesco ed è poco visitata, soprattutto dai milanesi). In questo panorama la comunicazione mediale può assumere un'importanza strategica: comunicare l'arte significa recuperare al suo cospetto l'interesse di molti, in particolare dei giovani. Lo scopo di questa ricerca è anche quello di stimolare una diversa sensibilità all'arte , che è sempre un segno di civiltà, attraverso le nuove proposte dell'epoca virtuale.

Una terza riflessione riguarda la natura degli spazi museali. Lo spazio museale dovrebbe infatti rendere possibile un'esperienza vera di percezione e fruizione dell'opera. E' auspicabile che tra l'osservatore e l'opera si apra una distanza in cui possa germogliare quel dialogo silenzioso connesso ai canali più sottili della percezione. L'opera parla a chi la sa ascoltare, ma perché ciò accada è necessario che si realizzi una condizione particolare di silenzio, di attesa, un tempo dove l'intuizione possa liberamente fluire e la comprensione si possa aprire nello sguardo dell'osservatore.

Ma questo non accade quasi mai. La condizione paradossale del museo è proprio questa: l'opera non possiede uno spazio tutto per sé. Essa condivide con altre opere lo spazio percettivo ed emozionale, e questo ridimensionamento spaziale compromette la morfogenesi di un tempo utile e necessario per la fruizione dell'opera stessa.

Il visitatore si trova così a passare indifferentemente da un'opera all'altra senza avere il tempo per sedimentare un'esperienza che è anche un unicum irripetibile. Visitando un museo succede spesso che tutto ciò che abbiamo visto venga subito dimenticato: le informazioni si confondono e solo qualche traccia rimane nella memoria mentale e psichica.

E' come se ogni opera annullasse quella precedente: l'eccesso di informazione toglie valore alle cose e appiattisce i messaggi.

E' recente, in Italia, un dibattito che ha aperto una riflessione sulla filosofia del museo e sui suoi destini rispetto all'utenza: ma, a differenza di altri paesi, come la Francia e l'Inghilterra, dove questi temi sono da molto tempo oggetto di studio e discussione, l'Italia ha privilegiato una filosofia di tipo conservativo, sottraendosi al compito di rinnovare una concezione di museo ormai vecchia e superata.

Oggi non è più tempo di pensare ai musei in modo tradizionale: le nuove frontiere tecnologiche ci consentono di pensare in termini diversi il progetto di socializzazione, documentazione e comunicazione dell'arte.

La MOSTRA e il WORK SHOP

 

DYNAMIC READINGS OF ART BY DIGITAL TECHNOLOGY

Direction features used in films of art production


Italy has got one of the most important and prestigious artistic patrimony of the world. Its artistic value, which is not only relevant for tourism and economy, is an extraordinary witness of ideas, intelligence and cleverness of a nation which is Michelangelo, Brunelleschi, Caravaggio and lots of modern and contemporary artists' birth-place.

The protection of this patrimony is an urgent duty as well as the necessity to make it available to everyone who can take part in the artistic representation.

Our purpose is to communicate art by the techniques of representation we have at our disposal, because of the strategic value of art in Italy, where the management of the artistic patrimony should become the fortune of Italian economy and a great international prestige.


Our attempt to inquire different kinds of communication into art is due to three reasons:

The first one is about the way people have got the use of the artistic product.

Most of the people, visiting museums , galleries, cathedrals or monuments, are often absent-minded and try to understand the value and meaning of works of art whose authors are often ignored.

However being such patrimony so boundless, it is difficult to know every work of art and its peculiarities.

The second one is about the common attitude to be against the artistic renewal. It could be that this indifference towards art is due to the lack of a communicative strategy which catches people attention.


In occasion of the exposition of "La Dama dell'Ermellino" at the picture-gallery in Brera the "full house" was an unattended success, these phenomena are uncommon and depend on a good marketing work, in fact few knows that " La Pietà Rodanini" by Michelangelo is at Castello Sforzesco in Milan. In this way the network communication can have a remarkable importance, communicating art means to draw the interest of lots of people, in particular way of the young. The aim of this research is also to stir a different sensibility towards art, this attitude with the use of all technological innovations is a sign of civilisation. -

The third one is about room disposition in museums. As a matter of fact, the room organisation should favour a real experience of perception and fruition of every work of art. It is possible that a silent dialogue based on perception can be realised between the work and the observer. The work of art speak to everyone can listen to it, however it happens if there is silence and a sort of expectation so that intuition can come out easily and understanding can be visible in the eyes of watcher.

On the contrary this condition never happens, because of the work of art is not surrounded by enough room, as a matter of fact it shares the room of perception and emotion with other works so this condition compromises the overflow of emotions recollected in tranquillity.

The visitor is obliged to watch all works of art in a hurry without perceiving the emotions which are an unrepeatable experience, it often happens that visiting a museum one suddenly forgets what he watched because only few notions are kept in mental and psychic memory. As if every work nullifies the previous one: too many notions reduce the value of works of art and flatten all messages.

Recently in Italy a debate has brought to reflect about the philosophy and the mission of museums towards the audience. In comparison with France and Great Britain, Italy keeps a conservative state of mind, refusing to renew the way of visiting museum.

Nowadays museum cannot be considered in the traditional way which is old and useless: the new technological borders let us consider the artistic socialization, documentation and communication in a totally different way.


Exhibition and Workshop